Il percorso dei castelli
Nell'estremità nord-occidentale delle "Terre del Nisseno", a pochi chilometri da Mussomeli, si erge il maestoso Castello Manfredonico costruito nel 1370 da Manfredi III di Chiaramonte sui resti di una fortezza araba. È uno dei castelli meglio conservati della zona, con imponenti archi decorati, spesse mura merlate, ampie stanze e larghe finestre bifore.
Proseguendo verso sud-est, a Caltanissetta, si può ammirare la torre del Castello di Pietrarossa. Originariamente di costruzione araba, il castello comprendeva tre torri di avvistamento, e il suo nome deriva probabilmente dal colore dei mattoni che le costituivano. Oggi, della struttura originale rimane solo una torre, situata su un rilievo calcareo spigoloso.
Un altro castello suggestivo è il Castello di Delia, conosciuto anche come Castellaccio, che in passato dominava l'antica strada tra Catania e Agrigento. Costruito intorno all'XI secolo, durante la guerra del Vespro fu al centro di una contesa tra Aragonesi e Angioini.
Il Castello di Garsiliato o Grassuliato sorge su un'altura a quota 418 metri s.l.m., posizione che consentiva una visione ad ampio raggio della sottostante vallata del fiume Gela. Accessibile solo da un fronte attraverso un ripido viottolo d'accesso difficilmente percorribile, è inserito all'interno di un'area di grande interesse archeologico non ancora indagata.
Il Castello di Mazzarino, noto come “U Cannuni” per la torre cilindrica somigliante a un cannone, era strategicamente posizionato per controllare le vallate dei torrenti Braemi e Disueri. Con origini incerte, passò di proprietà tra il XIII e XIV secolo e fu abbandonato nel XVII secolo. Oggi, rimangono resti visibili, arricchiti negli anni '80 da un teatro e opere di accesso, incrementando l'interesse turistico.
Proseguendo verso sud, si incontra il Castello Normanno di Butera, caratterizzato da spesse mura merlate e una struttura quadrangolare a quattro livelli. L'attuale castello fu ricostruito da Guglielmo II dopo che Guglielmo I distrusse il precedente nel 1161.
Sempre nel territorio di Butera, sulla costa centro-meridionale della Sicilia tra Gela e Licata, si trova il Castello di Falconara, l'unico della zona che si affaccia sul mare. Originariamente costituito da una torre quadrata, chiamata "della Falconara" per l'allevamento di falconi, il castello è stato ampliato e abbellito nel corso dei secoli dai vari proprietari, assumendo l'aspetto di un castello medievale. Nei primi anni dell'Ottocento, il conte tedesco Giorgio Wilding aggiunse un'ala nuova, un salone e un grande terrazzo a picco sul mare. Successivamente, i Chiaramonte arricchirono le stanze con quadri pregevoli, ceramiche preziose e mobili antichi. Di particolare interesse è la fontana antistante al castello, con un frontale in pietra e una grande vasca.
La Torre Civica dell'Orologio di Mussomeli fu costruita verso la metà del XVI secolo da Don Cesare Lanza, un personaggio noto nella tradizione siciliana per aver commesso il delitto della figlia, Donna Laura, conosciuta come la Baronessa di Carini. Costruita con blocchi di cotto, la torre presenta una serie di feritoie longitudinali e un coronamento merlato arricchito da accessori bronzei, che le conferiscono un caratteristico aspetto medievale, nonostante sia una costruzione moderna. Recentemente, il monumento è stato restaurato.
Ad Acquaviva Platani, la Torre Civica dell'Orologio, alta 17 metri, fu progettata dall'ingegnere Alessandro Lazzarini e inaugurata nel 1894.
A Sommatino, nel cuore della città, si trova una magnifica Torre Civica, edificata sui resti di una più antica torre di avvistamento.